Carnevale di Cento

Il Carnevale di Cento (FE), oggi organizzato dalla Fondazione Teatro G. Borgatti, è uno dei carnevali più antichi d’Europa. La prima notizia certa dei festeggiamenti carnevaleschi a Cento risale al 1546 e una testimonianza di grande valore documentale viene offerta proprio dal celebre pittore Guercino che tra il 1615 e il 1620 dedicò alla manifestazione alcuni affreschi realizzati per “Casa Pannini”, una dimora storica centese. Con il secolo XVII, le cronache e l’iconografia descrivono la festa per eccellenza del Carnevale, quella del Giovedì Grasso, detta di Berlingaccio (soppressa poi nel 1867): all’appuntamento, culminante con il rogo del fantoccio, avevano libero accesso i ceti popolari, accolti nella sala consolare e serviti dalle autorità del tempo. La tradizione del Berlingaccio ha dato vita a quello che attualmente è una caratteristica peculiare del Carnevale di Cento, ovvero il “gettito”: il lancio di cibo si è oggi trasformato in un lancio sfrenato di doni (peluche, gonfiabili, palloni…) direttamente dalle “torrette” dei carri allegorici. Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento si formano le prime Società Carnevalesche che cambieranno nel corso degli anni fino a diventare Associazioni: oggi se ne contano cinque (I ragazzi del Guercino, Risveglio, Fantasti100, Mazalora e Toponi). Nel 1993 grazie alla spinta propulsiva dell’allora organizzatore Ivano Manservisi, il Carnevale di Cento ottenne il gemellaggio con il Carnevale di Rio de Janeiro, e per alcuni anni il carro vincitore sfilò direttamente nel famoso Sambodromo. Da allora il Carnevale si è evoluto e ha cambiato diverse volte modalità di svolgimento ma è sempre rimasto uno dei carnevali più conosciuti e visitati di tutta Italia.