- Data di pubblicazione
- 29/06/2026
- Ultima modifica
- 29/06/2026
Resistenza Teatro Festival compie 25 anni: a Casa Cervi sette spettacoli tra memoria e presente
Dal 1° al 25 luglio a Gattatico (RE)
Dal 1° al 25 luglio torna a Casa Cervi, a Gattatico (RE), il Resistenza Teatro Festival – Premio Museo Cervi, che quest’anno celebra la sua venticinquesima edizione. Nato nel solco della tradizione dei Sarzi, il festival ha portato il teatro nell’aia di uno dei luoghi simbolo della memoria antifascista italiana, trasformandolo negli anni in uno spazio di incontro tra storia, scena contemporanea e nuove generazioni. Promosso da Istituto Alcide Cervi e Boorea Emilia Ovest, il festival ha una intensa vocazione civile volta a interrogare, attraverso il teatro e l’esercizio della memoria, le resistenze di oggi. I sette spettacoli in concorso, selezionati attraverso un bando sempre più partecipato, attraversano infatti temi politici e sociali del presente tra i più sentiti e urgenti: Gaza e le guerre, il lavoro, le migrazioni, la mafia, le disuguaglianze di genere, la retorica del discorso pubblico, le forme di identità meticcia e frammentata.
Ad aprire il festival, il 1° luglio, sarà alle 19.30 la mostra Oltre l’ideale: Canova e la calce cruda del presente (la bellezza salverà il mondo?), personale dell’artista Pier Pramori nella sala espositiva del Museo Cervi. Alle 21.30, dopo i saluti istituzionali e le dediche di Antonella Questa e Roberta Biagiarelli, andrà in scena il primo spettacolo in concorso: Gaza vive, di e con Beppe Casales. Il lavoro segue la vicenda di una famiglia di Gaza prima e dopo il 7 ottobre 2023, dalla vita quotidiana all’orrore delle bombe e della fame, ma sceglie di non raccontare soltanto una storia di perdita: Gaza, nel racconto di Casales, resta viva nel desiderio, nella parola, nella lotta e nella speranza del suo popolo.
Venerdì 3 luglio la Compagnia La Gattuta / Rinaldi presenterà in anteprima nazionale Sulphur (Storia di un minatore), con drammaturgia di Marco Rinaldi, regia e proiezioni di Chiara La Gattuta, in scena con lo stesso Rinaldi. Lo spettacolo nasce dalla figura di Mario Rinaldi, nonno dell’autore, operaio e fotografo che documentò la miniera di zolfo di Perticara, in provincia di Rimini. Dal buio della miniera a quello della camera oscura, il lavoro ricostruisce una parabola industriale e umana che attraversa il Novecento: l’arrivo della Montecatini nel 1917, la Seconda guerra mondiale, il boom economico e la crisi mineraria degli anni Sessanta. Il 7 luglio, nel giorno del 66° anniversario dei Morti di Reggio Emilia del 7 luglio 1960, I Teatri Soffiati porteranno a Casa Cervi Solo gli sfigati lavorano la domenica, testo originale di Manuela Fischietti, drammaturgia e regia di Alessio Kogoj, con la stessa Fischietti in scena. Lo spettacolo affronta il tema del lavoro contemporaneo a partire da una dichiarazione di delusione verso un mondo che chiede di essere sempre performanti, produttivi, attivi, anche quando il lavoro manca o non riconosce dignità. Un racconto al femminile sulle disuguaglianze di genere, sul precariato e sulla fatica di sopravvivere dentro un sistema che spesso consuma le persone.
Venerdì 10 luglio sarà la volta del Teatro Dallarmadio con Il virile in vinile (La massa è sfinita), di e con Fabio Marceddu e Antonello Murgia, che firma anche la regia. Tra parole, musica e corpo, lo spettacolo guarda allo sfinimento visibile e invisibile del presente, alla distrazione di massa, alla nostalgia che ritorna sotto nuove forme sonore e visive. Una partitura scenica che usa le “marcette” del passato per interrogare un oggi regolato dalla sregolatezza, in cui la rappresentazione sembra spesso svuotarsi fino a diventare pura superficie. Il 13 luglio Omar Giorgio Makhloufi e Diana Dardi presenteranno invece Ceci n’est pas Omar, produzione CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli-Venezia Giulia. In scena, Makhloufi mette in gioco il proprio corpo e la propria biografia di ragazzo italiano di origini algerine e arbereshe. La morte della nonna algerina mai conosciuta apre un viaggio interiore e rituale dentro una storia familiare segnata da migrazioni, colonialismo europeo, guerra d’Algeria, Decennio nero e identità plurali. Una ricerca di autodeterminazione che diventa confronto pubblico con il presente meticcio e conflittuale.
Giovedì 16 luglio la Compagnia dell’Arpa porterà in scena Col sudore della fronte. Canto del lavoro e della libertà, con drammaturgia di Mariangela Vacanti, regia di Filippa Ilardo e interpretazione di Ivan Bertolami. Lo spettacolo nasce da una storia vera di mafia, lavoro, paura e resistenza civile: quella di un piccolo negozio costruito con fatica e dignità, del rifiuto del pizzo e di una comunità che prova a rialzarsi. La musica originale eseguita dal vivo da Antonio Smiriglia accompagna il racconto con canti popolari, nenie e sonorità ancestrali, trasformando la memoria in rito collettivo. Martedì 21 luglio chiuderà il programma degli spettacoli in concorso Foley della Compagnia Allunaggio/Décalé, di Andrea Saitta, in scena con Gaia Bevilacqua e Noemi Quattrocchi. Il lavoro esplora i suoni della guerra e il loro impatto attraverso tre figure: un anziano pescatore, un soldato in trincea e una giovane donna. Prendendo spunto dall’arte cinematografica dei foley, i rumoristi, lo spettacolo utilizza oggetti di riciclo per costruire un universo sonoro capace di rendere visibile l’assurdità della guerra. Le maschere realizzate da Alessandra Bruno, ispirate alle maschere larvali, lasciano sospesa l’espressione dei personaggi e affidano allo spettatore il compito di immaginarne lo stato d’animo.
Il 25 luglio, alle 21.30, nell’ambito della Festa della Storica Pastasciutta Antifascista, si terrà la premiazione con la consegna del Premio Museo Cervi e del Premio Gigi Dall’Aglio assegnato dalla giuria under 30. La giuria del Premio Museo Cervi sarà presieduta dal giornalista Daniele Paterlini, mentre la selezione degli spettacoli è stata curata da Mariangela Dosi, Giulia Morelli e Paola Varesi.
Per il quinto anno, il festival sarà accompagnato dagli interventi de Il Punto Critico, gruppo di giovani under 30 coordinato da Mariangela Dosi, che arricchirà le serate con azioni teatrali, riflessioni e pratiche di osservazione. Al termine degli spettacoli tornerà anche il Dopofestival, con conversazioni tra pubblico, artisti e ospiti, dedicate al rapporto tra scena teatrale e paesaggio sociale e politico contemporaneo.
In occasione dei venticinque anni del festival, ogni serata sarà introdotta da una dedica affidata ad artiste e artisti che hanno contribuito alla storia della manifestazione. Nel 2026, anno dell’ottantesimo anniversario della Repubblica e del voto alle donne, saranno soprattutto voci femminili ad aprire gli appuntamenti: tra loro Antonella Questa, Roberta Biagiarelli, Marta Cuscunà, Serena Balivo, Caroline Baglioni, Sandra Soncini, Sara Bevilacqua, Monica Morini e Laura Curino.
Gli spettacoli si svolgeranno all’aperto nell’aia di Casa Cervi. L’ingresso è a offerta libera, con prenotazione consigliata ai numeri 0522-678356 o Tel/WhatsApp 333-3276881 e su Eventbrite.
In caso di maltempo gli spettacoli si terranno al chiuso, con tempestiva comunicazione della sede. Durante le serate di spettacolo Casa Cervi rimane aperta ai visitatori.