"Nulla da perdere": a Rimini la XXIV edizione di Voci dall'Anima

Dal 21 al 27 settembre al Teatro degli Atti

18 Settembre 2026

Un teatro che accetta il rischio, rinuncia alle formule consolidate e prova a lasciare spazio all’imprevisto. È da questa idea che prende forma Nulla da perdere, titolo della ventiquattresima edizione del Festival Voci dell’Anima, in programma dal 21 al 27 settembre al Teatro degli Atti di Rimini. Diretto da Maurizio Argan e Alessandro Carli, il festival torna a intrecciare teatro, danza, poesia e pratiche sceniche contemporanee, con un’attenzione particolare alle nuove drammaturgie e ai linguaggi di ricerca. L’edizione 2026 è dedicata a Laura Fontana, dirigente dell’Assessorato alla Cultura – Direzione dei Teatri del Comune di Rimini, scomparsa nel gennaio scorso e a lungo vicina alla manifestazione.

Ad aprire il festival è Danio Manfredini con Tre studi per una crocifissione (21 settembre, ore 21). Creato nel 1992, il lavoro attraversa il tema della marginalità attraverso tre figure: un paziente in uno spazio psichiatrico, un personaggio ispirato a Un anno con tredici lune di Rainer Werner Fassbinder e uno straniero sospeso nel paesaggio di una città europea, a partire da La notte poco prima della foresta di Bernard-Marie Koltès. Tra le proposte della scena contemporanea arrivano poi Vorrei morire non so come fare di quotidiana.com, di e con Roberto Scappin e Paola Vannoni, vincitore del Premio Tuttoteatro.com “Dante Cappelletti” 2025, dialogo ironico e radicale intorno alla vita quotidiana e alla morte, e Biscotti bigusto di e con Arianna Gambaccini, racconto del dolore e dei meccanismi attraverso i quali vittima e carnefice possono arrivare a confondersi (22 settembre, dalle ore 21).

Memoria, giustizia e responsabilità civile attraversano diversi lavori del programma. In collaborazione con Libera Rimini, Riccardo Lanzarone porta in scena Atto di dolore, con musiche originali di Valerio Daniele, dedicato alla vicenda di Leonardo Vitale, che nel 1973 rivelò alla polizia informazioni sull’organizzazione di Cosa Nostra. Nella stessa serata il Teatro dei Cipis presenta Non è stata la mano di Dio. In memoria di Don Peppe Diana, di e con Corrado la Grasta, racconto dell’omicidio di don Peppe Diana e della memoria di chi si è opposto alla criminalità organizzata (23 settembre, ore 21 e 22).

Il tema dell’impegno civile ritorna in Un altro giorno ancora. Sui passi di Renata Fonte, di e con Angela De Gaetano, che ripercorre la figura della politica salentina uccisa nel 1984. A seguire Altre Stanze di Silvia Garbuggino e Gaetano Ventriglia costruisce invece uno spazio mobile di sogni, immagini e presenze, interrogando il senso stesso dell’espressione artistica e delle forme che assume (24 settembre, ore 21 e 22). La storia recente entra in scena anche con Li troveremo dovunque andranno, di e con Ilaria Gelmi, per la regia di Dario Garofalo: un lavoro che si muove tra l’Argentina della dittatura militare e l’Italia, seguendo la vicenda di un uomo ricercato per crimini contro l’umanità. Alla danza è invece affidato Mors di Resextensa Dance Company, ideato e diretto da Elisa Barucchieri, con coreografia della stessa Barucchieri e di Moreno Guadalupi: un viaggio nel mito in cui morso, veleno e danza si intrecciano attraverso le figure simboliche del ragno, dello scorpione e del serpente (25 settembre, ore 21 e 22).

Il 26 settembre il programma accosta Queen Bidet di Fabio Casano, con Chiarastella Sorrentino e la regia di Gennaro Maresca, che parte dalla figura di Maria Carolina di Borbone e dalla caduta della monarchia francese per costruire una riflessione su potere, rivolta e identità, e Il Virile in Vinile (La massa è sfinita) di e con Fabio Marceddu e Antonello Murgia, vincitore del Premio Museo Cervi 2026. Quest’ultimo prende la forma di un concerto di parole, musica e corpo che guarda alle forme della distrazione di massa e al ritorno, sotto nuove sembianze, delle retoriche del passato. La giornata conclusiva del 27 settembre si apre con Simone Weil, concerto poetico della Compagnia Ilaria Drago, con testi, elaborazione poetica, voce e live electronics di Ilaria Drago e musiche originali e sonorizzazioni di Marco Guidi. Vincitore della decima edizione di Voci dell’Anima e del Premio Traetta della critica, il progetto rilegge in forma contemporanea il pensiero e la vita di Simone Weil attraverso una lunga lettera rivolta a Padre Perrin.

Seguono If not now, never, coreografia di Loris Petrillo per HUNT_CdC, ispirata a L’Infinito di Giacomo Leopardi e al rapporto tra desiderio, limite e immaginazione, e IO sono ORNELLA della Compagnia Giovani Danzatori Aulòs, con regia e coreografia di Veronica Bagnolini e direzione artistica di Marilena Salvatore, viaggio coreografico ispirato alla figura di Ornella Vanoni e alla sua evoluzione artistica e personale. Al termine della serata saranno proclamati i vincitori di Voci dell’Anima 2026. Ad aprire ogni serata, dalle 20.30, saranno inoltre gli Animali da Palco, reading di poesia affidato alle voci di Loredana Scianna e Teresio Troll, con i suoni di Toni Salvatori e ospiti diversi: un attraversamento che dalla poesia italiana e dalle lingue dialettali arriva alla canzone di protesta e alle scritture più irregolari e ribelli.

Il Festival Voci dell’Anima è ideato e promosso da Teatro della Centena con ResExtensa, in collaborazione con il Comune di Rimini e con il contributo della Regione Emilia-Romagna.