- Data di pubblicazione
- 14/09/2026
- Ultima modifica
- 14/09/2026
IT.A.CÀ attraversa Bologna e l’Appennino lungo le “Geografie di Pace”
Un mese di cammini, pedalate, incontri
Camminare, pedalare, incontrarsi per leggere diversamente i territori e le relazioni che li attraversano. Torna a Bologna, sua città natale, IT.A.CÀ Migranti e Viaggiatori – Festival del Turismo Responsabile, che dal 18 settembre al 18 ottobre, con un evento off a novembre, propone un mese di appuntamenti diffusi tra Bologna, pianura, Appennino e territorio modenese. Promossa da Yoda APS e Nexus Emilia Romagna, la tappa bolognese – quella “madre” dello storico festival – coinvolge Bologna, Ozzano dell’Emilia, Bentivoglio, Imola, Monzuno, Lizzano in Belvedere, Marzabotto, Monte San Pietro e Modena.
A guidare l’edizione 2026 è il tema nazionale Geografie di Pace: Mobilità/rsi attraverso confini e culture, declinato come un invito a interrogarsi sul modo in cui abitiamo gli spazi e costruiamo relazioni. I confini diventano così non soltanto linee sulle mappe, ma distanze tra centro e periferie, città e montagna, possibilità differenti di accesso ai servizi e alla partecipazione. Camminare e andare in bicicletta assumono allora il valore di pratiche attraverso cui osservare le trasformazioni urbane, mettere in relazione comunità diverse e immaginare territori più inclusivi.
Ad aprire il programma, il 18 settembre, sarà un’edizione speciale di Migrantour, con una passeggiata interculturale costruita a partire dalle mappe emozionali di chi abita Bologna: cinque tappe attraverso luoghi quotidiani, ricordi, significati ed esperienze differenti, per restituire uno sguardo plurale sulla città. Il 19 settembre, a Salus Space, Abitare il cibo unirà visita all’orto, incontro tra culture e tavola multiculturale; il giorno successivo BikeBenessere percorrerà in bicicletta il Navile da Bologna a Bentivoglio, con arrivo a Palazzo Rosso.
Il rapporto tra attraversamento urbano, memoria e nuove prospettive sarà al centro anche della Passeggiata Multisensoriale Pratello del 25 settembre e, il 26 settembre, di Verso il Pilastro: chi perde tempo, guadagna spazio, deriva urbana guidata dall’artista e architetto Francesco Careri, fondatore di Stalker/Osservatorio Nomade: una camminata senza meta prestabilita, aperta alle deviazioni e alla possibilità di perdersi come modo per riappropriarsi dello spazio urbano.
Nelle stesse giornate, il Centro Sociale della Pace ospiterà MEZZODÌ a Bologna, una sorta di festival nel festival dedicato all’editoria, alla musica e alle culture del Sud Italia. Presentazioni, esposizioni, proiezioni, performance e concerti racconteranno il viaggio e il Mezzogiorno come spazio mobile di relazioni e geografia capace di entrare in dialogo con le molteplici identità di Bologna. Tra gli ospiti del 25 settembre anche l’artista e fumettista Vitt Moretta.
Le “Geografie di Pace” si spostano poi verso l’Appennino e i territori della provincia. A Lizzano in Belvedere il 27 settembre, Ricuciamo le distanze metterà in relazione Corno alle Scale e Lampedusa attraverso laboratori di cucito solidale, mostre e momenti conviviali sui temi dell’accoglienza e della libertà di movimento. A Imola, il 2 ottobre, La matematica in città proporrà invece una passeggiata alla scoperta della matematica nascosta nell’architettura e negli spazi urbani, mentre il 3 ottobre, a Ozzano dell’Emilia, la seconda edizione di Sentieri di cura intreccerà natura, animali e comunità nel Parco dei Gessi.
A Montorio di Monzuno, il 4 ottobre, un trekking ad anello di sette chilometri sarà per la prima volta accessibile anche a persone non vedenti; il 10 ottobre, a Marzabotto, Radici resistenti unirà trekking artistico, memoria etrusca, Resistenza e rigenerazione urbana; l’11 ottobre, a Monte San Pietro, tornerà il Planet Trek – Sentiero dei Pianeti, percorso tra escursionismo e divulgazione astronomica.
Corpo e memoria tornano protagonisti negli ultimi appuntamenti bolognesi: il 9 ottobre con un workshop di forró accessibile e inclusivo, aperto anche a persone con disabilità visiva; il 15 e 17 ottobre con Punk in Bologna, itinerario partecipato nei luoghi della scena punk tra anni Settanta e Ottanta; il 16 ottobre con una pedalata sulle tracce degli antichi teatri cittadini, dall’età romana al Novecento.
La tappa si chiuderà il 18 ottobre a Modena con La città che non c’è, una giornata dedicata alla mappatura partecipativa e agli esiti del percorso USE-IT Modena, ideale passaggio di testimone alla successiva tappa modenese del festival, in programma dal 23 al 25 ottobre. Ma il viaggio continuerà con un appuntamento off il 12 novembre: Verso il voto delle donne. Luoghi e memorie della partecipazione politica a Bologna, percorso tra archivi, testimonianze e performance artistiche dedicato alla conquista del voto femminile e alle lotte politiche e sindacali che l’hanno accompagnata.