Lugocontemporanea 2026, la ventiduesima edizione nel segno di “Sumud”

Dal 26 giugno al 2 luglio

10 Giugno 2026

Dal 26 giugno al 2 luglio torna nel centro storico di Lugo di Romagna Lugocontemporanea, festival di musica, poesia, teatro, videoarte, danza e sound art fondato da John De Leo, Nicola Franco Ranieri e Monia Mosconi. Ogni anno la direzione artistica del festival propone agli artisti e al pubblico una parola, un’immagine o uno spunto da attraversare. Per la ventiduesima edizione questa parola è SUMUD, un termine arabo derivato dal verbo samada (“resistere” ma anche “prendere”), che richiama fermezza, perseveranza, resistenza attiva, capacità di restare e abitare anche nelle condizioni più difficili.

A dare voce al senso profondo del tema è anche Moni Ovadia, tra i protagonisti dell’edizione: “Onore al festival che pone al proprio centro una parola che abbiamo imparato recentemente, una parola che non faceva parte della nostra lingua e che invece, d’ora in avanti, ne farà parte: Sumud. Una parola che potremmo tradurre con resistenza, impegno a resistere, una parola palestinese”. Il riferimento alla questione israelo-palestinese e alla tragedia di Gaza attraversa il festival, ma il concetto viene allargato a ogni forma di oppressione, marginalizzazione e disuguaglianza, come invito a ripensare una postura etica e politica nel presente.

Si parte il 26 giugno al Pavaglione, con l’inaugurazione di Casa Germoglio, installazione di Marcantonio, scultore e art designer italiano, noto per una poetica che intreccia memoria dell’oggetto, immaginario naturale e rapporto tra uomo e ambiente. Il germoglio diventa immagine di una vita che riparte, di una natura gentile che può rinascere anche dove l’esterno è crollato, di un’identità che continua a orientarsi verso il futuro. A seguire, sempre al Pavaglione, arriva uno degli appuntamenti più attesi: Jeff Mills presents Tomorrow Comes the Harvest, con Jean Phi Dary e Rasheeda Ali, in collaborazione con Ravenna Festival. Autentico godfather della minimal techno di Detroit e cofondatore di Underground Resistance, Mills prosegue un progetto nato dalla collaborazione con Tony Allen, gigante dell’afrobeat, e poi sviluppato con Jean Philippe Dary, tastierista e produttore di origini guyanesi già vicino allo stesso Allen.

Il 29 giugno al Museo Baracca, Edoardo Camurri, giornalista, scrittore e autore televisivo e radiofonico, presenta La vita che brucia. Gli insegnamenti della sofferenza, in dialogo con Massimiliano Morini. Al centro dell’incontro, il dolore come luogo in cui la parola può ritrovare la propria potenza, in una riflessione che attraversa filosofia, esperienza intima, pensiero politico e letteratura. La stessa sera, alle Pescherie della Rocca inaugura Journey Nº1: Ravenna – Berlin, mostra fotografica di Gianmarco Missiroli e Axel Babini, a cura di Veronica Lanconelli, con identità visiva di Emilio Macchia. Il progetto nasce da un viaggio in macchina dalle campagne di Ravenna a Berlino e raccoglie fotografie, installazioni video e frammenti di voice over: non tanto il racconto di un percorso geografico, quanto una riflessione sul partire, sull’attraversare, sulla memoria e sulla ricerca di un luogo a cui appartenere. L’inaugurazione sarà accompagnata da un concerto-intervento di E.C.G. Disputa e dei suoi musicisti.

Il 1° luglio al Pavaglione, è in programma Ultimo giorno di Gaza, incontro con Paola Caridi, giornalista, storica e scrittrice, Micaela Frulli, docente di diritto internazionale all’Università di Firenze, e Yousef Hamdouna, cittadino di Gaza e operatore umanitario. In un tempo in cui la parola genocidio torna a imporsi nel discorso pubblico, la conversazione interroga la possibilità di resistere all’annientamento quando si è “senza potere”, e la forza delle parole come strumento di lotta, cura e responsabilità.

Alle 22.30 sarà la volta dei Fusaifusa, ensemble nato in Italia nel 2019 dall’incontro tra il compositore e polistrumentista curdo-siriano Ashti Abdo, il percussionista e producer tunisino Taha Ennouri, il cantante sufi tunisino Ali Belazi e il bassista e polistrumentista siciliano Federico Gueci. La loro musica attraversa sonorità mediorientali e afrobeat, ritmi maghrebini, elettronica, sufismo e cultura tradizionale sub-sahariana. Per Lugocontemporanea presenteranno una nuova composizione dedicata al legno come simbolo di resistenza e lotta: Sumoud. Il 2 luglio alle 21, al Pavaglione, Moni Ovadia terrà una conferenza dedicata al tema dell’edizione. Uomo di teatro, musicista e attivista per i diritti civili e sociali, Ovadia leggerà il sumud come parola necessaria del presente: non soltanto resistenza, ma pratica quotidiana di dignità, amore, permanenza, impegno civile. La sua riflessione attraversa il rapporto con la Palestina, ma chiama in causa più in generale il dovere di non cedere alla disumanizzazione. La chiusura della serata sarà affidata a Ciuma, in dialogo con la danza di Giulia Frattini. Con Alfredo Nuti dal Portone alla chitarra, Mirko Abbondanza al basso ed Enrico Mao Bocchini alla batteria, Ciuma porterà al festival un progetto tra musica e movimento, radici popolari, suggestioni contemporanee e sperimentazione acustica.

Lugocontemporanea è ideato e organizzato dall’Associazione Lugocontemporanea, in collaborazione con Comune di Lugo, Teatro Rossini, Regione Emilia-Romagna, Ravenna Festival, Combo Jazz Club, EducAid e Arci Ravenna.