- Data di pubblicazione
- 14/09/2026
- Ultima modifica
- 14/09/2026
MENS-A 2026, il pensiero come esercizio di pace
Dal 17 settembre al 17 ottobre, incontri in sette città dell’Emilia-Romagna
Come si testimonia la pace in un tempo attraversato da guerre, violenze e nuove fratture sociali? E quale ruolo possono avere il pensiero, la parola, l’arte, il diritto e il dialogo nel costruire uno spazio comune? Parte da queste domande MENS-A 2026 – Pensiero e Dialogo, festival diffuso che torna per l’undicesima edizione con il titolo Testimoniare la Pace.
Tra il 17 settembre e il 17 ottobre, il festival attraverserà Bologna (17 settembre), Parma (24 settembre), Reggio Emilia (25 settembre), Ferrara (1° ottobre), Modena (2, 7, 14, 15, 16 e 17 ottobre), Forlì (3 e 8 ottobre) e Ravenna (9 ottobre), coinvolgendo circa sessanta tra filosofi, docenti, scrittori, giornalisti, esponenti del mondo religioso, artisti e studiosi. Un percorso di incontri, tavole rotonde, reading e occasioni di confronto che intreccia filosofia, scienze umane, storia, letteratura e arti intorno a una questione insieme culturale, etica e civile.
Ideato e diretto da Beatrice Balsamo, filosofa e psicoanalista, MENS-A nasce come progetto di cultura diffusa e si sviluppa in collaborazione con gli atenei di Bologna, Modena e Reggio Emilia, Ferrara e Parma, l’Accademia delle Scienze di Modena e l’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna, con il patrocinio del Ministero della Cultura. L’organizzazione è a cura dell’associazione APUN – Associazione Psicologia Umanistica e delle Narrazioni.
Il punto di partenza dell’edizione 2026 è la necessità di tornare a pensare la pace non come una condizione astratta o acquisita, ma come un processo da costruire e testimoniare. “Il deserto cresce”, recita una delle espressioni che accompagnano il progetto: di fronte alla devastazione delle guerre e a una violenza che attraversa anche la vita quotidiana, il festival propone di rimettere al centro riflessione, responsabilità, ascolto e capacità di dialogo.
Pensare e agire, dunque, senza separare le due dimensioni. La proposta di MENS-A è quella di lavorare intorno a una “concordia più grande”, capace di oltrepassare appartenenze e parzialità e di ricostruire un linguaggio comune. Il riferimento scelto dal festival è quello del Koinos Logos, un discorso condiviso che possa tenere insieme differenze, responsabilità individuale e dimensione collettiva, interrogando il ruolo delle istituzioni, delle comunità, delle religioni e della cultura nella costruzione della pace.
Ad aprire ufficialmente il festival sarà Bologna (17 settembre), alle 17.10 nella sede della CRI (via del Cane 9). La prima sessione sarà dedicata al rapporto tra arte e pace: dopo l’introduzione di Beatrice Balsamo, l’attore, autore e regista Matteo Belli proporrà il reading Parole di pace – da Chaplin a Rodari, un attraversamento della parola interpretata come possibile strumento di ascolto, consapevolezza e relazione.
A Parma (24 settembre) il confronto coinvolgerà, tra gli altri, la scrittrice e sceneggiatrice Edith Bruck, il filosofo Roberto Celada Ballanti e il docente di Letteratura italiana Carlo Varotti; a Reggio Emilia (25 settembre) Alberto Melloni, Federico Ruozzi ed Erio Castellucci rifletteranno sulla pace a ottocento anni dalla morte di San Francesco d’Assisi. A Ferrara (1° ottobre) interverranno il filosofo Antonino Falduto e l’arcivescovo Giancarlo Perego, mentre Forlì (3 e 8 ottobre) ospiterà prima il giornalista e scrittore Mauro Mazza e poi Davide Rondoni, con un incontro dedicato alla pace e ai gesti nella poetica francescana.
A Ravenna (9 ottobre) il tema sarà invece Educare alla pace, con Beatrice Balsamo e Andrea Severi. Particolarmente articolato il percorso di Modena, che dal 2 al 16 ottobre dedica cinque incontri al rapporto tra diritto, guerra e pace: Tommaso Greco (2 ottobre) affronterà una critica della “ragione bellica”; Marco Deriu (7 ottobre) presenterà gli scritti inediti di Gregory Bateson contro l’atomica; Pietro Polito (14 ottobre) ripercorrerà le lezioni di Norberto Bobbio sulla guerra e sulla pace; Gianfranco Longo (15 ottobre) si confronterà con il pensiero della pace da Kant a Kelsen; Micaela Frulli (16 ottobre) approfondirà infine il rapporto tra diritto internazionale e pace.
La chiusura del festival, a Modena il 17 ottobre, sarà affidata all’incontro Testimoniare la Pace con Vincenzo Paglia, arcivescovo e consigliere della Comunità di Sant’Egidio, all’Accademia delle Scienze, con la partecipazione di Giorgio Pighi e Pierpaolo Bonacini.
Personalità e discipline differenti per affrontare la pace da prospettive molteplici, facendo del confronto tra i saperi uno degli elementi distintivi del festival. In questa prospettiva, “testimoniare” significa non soltanto prendere posizione contro la guerra e la violenza, ma interrogarsi sulle condizioni culturali che rendono possibile la convivenza: educazione all’ascolto, capacità di nominare emozioni e conflitti, esercizio della responsabilità, ricerca della giustizia.
Tutti gli incontri sono gratuiti e aperti al pubblico. Per l’appuntamento inaugurale di Bologna è consigliata la prenotazione. Il programma completo è disponibile sul sito www.mens-a.it.