Prospettiva Dante, l’oscurità come desiderio di conoscenza

Dal 16 al 20 settembre a Ravenna la XV edizione del festival

16 Settembre 2026

Sette secoli non hanno consumato la capacità della Divina Commedia di produrre significati nuovi. La lingua di Dante continua a spostarsi nel tempo insieme ai suoi lettori, e basta talvolta un solo verso per aprire domande che appartengono pienamente al presente. È quello che accade con “la notte che le cose ci nasconde”, dal canto XXIII del Paradiso, scelto come titolo e filo conduttore della quindicesima edizione di Prospettiva Dante. Una notte che non coincide con lo smarrimento o con l’assenza, ma con un tempo sospeso in cui ciò che non si vede continua a esistere e, proprio perché sottratto allo sguardo, alimenta il desiderio della luce e della conoscenza.

Attorno a questa tensione tra oscurità e visione prende forma il programma del festival ravennate, che mette ancora una volta in dialogo studiosi, attori, musicisti, scrittori e artisti, interrogando Dante attraverso linguaggi e prospettive diverse. Promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna con la direzione scientifica dell’Accademia della Crusca, Prospettiva Dante torna a Ravenna dal 16 al 20 settembre, con tutti gli appuntamenti a ingresso libero.

L’apertura, mercoledì 16 settembre alle 17.30, affida la parola poetica a Monica Guerritore. In Dall’Inferno all’Infinito l’attrice mette in relazione i versi di Dante e Leopardi, due universi poetici lontani nel tempo ma accomunati dalla tensione verso ciò che supera i confini dell’esperienza immediata. Alle 21 spazio alla premiazione di Giallo Dante, concorso dedicato al racconto giallo e poliziesco: la giuria guidata da Giancarlo De Cataldo ha selezionato tre vincitori tra le opere arrivate da tutta Italia. Le letture di Amerigo Fontani saranno seguite dal concerto del sestetto jazz Six for Five, guidato dal pianista Alessandro Di Puccio.

La giornata di giovedì 17 settembre si apre nel ricordo di Virginio Gazzolo, scomparso lo scorso agosto e legato al festival fin dalla sua prima edizione. La registrazione della sua lettura del XXXIII canto del Paradiso diventa così un omaggio a una delle voci che più a lungo hanno frequentato e restituito al pubblico la poesia dantesca. A seguire, la chef Chiara Pavan propone La misura del cibo. Da Dante alla cucina contemporanea, mentre gli ottocento anni dalla morte di San Francesco sono al centro della serata: Roberto Mercadini si confronta con il Cantico delle creature e Padre Egidio Monzani invita a scoprire L’altro Francesco.

Il rapporto tra luce e oscurità torna esplicitamente venerdì 18 settembre con Raffaele Pinto, dell’Università di Barcellona, che conduce il pubblico attraverso Giorno e notte nella Commedia. Prima dell’incontro sarà inaugurata la mostra fotografica di Giampiero Corelli, dedicata agli italiani che oggi portano il nome Dante, presentata da Edoardo Lusena. Alle 21 il festival si sposta eccezionalmente nella corte dei Musei Byron e del Risorgimento, dove una conversazione con letture e musica ricostruisce un curioso intreccio ravennate: la traduzione realizzata da Lorenzo Da Ponte della Profezia di Dante, composta da Lord Byron proprio durante il suo soggiorno in città. In scena Vincenzo De Angelis, Amerigo Fontani, Marcello Prayer, Anna Laurence e il violoncellista Francesco Dillon.

Dante continua però a circolare anche là dove meno ci si aspetterebbe di incontrarlo. Sabato 19 settembre, gli studiosi Lorenzo Veglia e Giacomo Venara, insieme al musicista e artista Anzj, esplorano in Non solo rap citazioni dantesche e strategie della sperimentazione musicale contemporanea, con un’attenzione particolare al lavoro della cantautrice statunitense Ethel Cain. In serata il Premio Musica e Parole sarà assegnato a Daniele Silvestri, autore che ha fatto della capacità di tenere insieme racconto quotidiano, ironia, scrittura musicale e attenzione alle questioni sociali uno dei tratti riconoscibili del proprio percorso artistico.

La conclusione, domenica 20 settembre, riporta infine il discorso sulla lingua e sull’identità culturale italiana. Alle 11 Aldo Cazzullo, con Da Dante al Rinascimento, ripercorre la costruzione dell’Italia prima ancora della sua nascita come Stato, seguendo una linea che dal Poeta conduce ai secoli di Leonardo e Michelangelo.

A seguire il Premio Dante-Ravenna sarà consegnato a Riccardo Muti. Un riconoscimento che mette in relazione due patrimoni solo apparentemente distanti: da una parte la lingua poetica, dall’altra quella parola cantata di cui il direttore d’orchestra ha sempre rivendicato la centralità nell’opera italiana. Il legame di Muti con Ravenna, città scelta come propria casa, aggiunge al premio un significato ulteriore; così come il suo impegno nel difendere l’unità di musica, parola e teatro e nel sostenere nuove creazioni legate all’eredità dantesca.

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero. La sede principale è quella dei Chiostri Danteschi; in caso di pioggia gli incontri previsti nei Chiostri saranno trasferiti al Teatro Alighieri. La manifestazione è posta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e ha il patrocinio della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Ravenna, tra gli altri enti.