- Data di pubblicazione
- 03/04/2026
- Ultima modifica
- 03/04/2026
A Reggio Emilia una mostra su Francesco Guccini: un viaggio tra canzoni, libri, fotografie e memorie
Dal 18 aprile al 18 ottobre 2026 allo Spazio Gerra
Dal 18 aprile al 18 ottobre 2026 lo Spazio Gerra di Reggio Emilia ospita Francesco Guccini. Canterò soltanto il tempo, mostra a ingresso libero dedicata al cantautore e scrittore modenese, tra le figure decisive della canzone d’autore italiana. Il progetto è promosso dall’assessorato a Cultura e Giovani del Comune di Reggio Emilia con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, nell’ambito di Fotografia Europea 2026, ed è realizzato da Ics – Innovazione cultura società Ets.
Si tratta di un viaggio dentro l’universo poetico di Guccini che si sviluppa su quattro piani di Spazio Gerra, per circa 350 metri quadrati, e si articola in nove gruppi tematici, ciascuno legato a una canzone, dentro altrettanti ambienti distinti. Il filo conduttore è il tempo, tema centrale nell’opera di Guccini e richiamato già dal titolo, tratto da un verso – “Canterò soltanto il tempo” – de Il tema, brano del 1970.
Il visitatore entra in un racconto che attraversa alcuni nuclei fondamentali della sua scrittura: l’esistenza, l’amicizia, le radici, la memoria, l’impegno civile, le relazioni. A guidare il percorso è anche la voce dello stesso Guccini, che accompagna l’ascolto in cuffia lungo le sale, intrecciando ricordi, riflessioni e frammenti di un immaginario rimasto vivo attraverso generazioni di ascoltatori e lettori.
In mostra si trovano materiali d’archivio, fotografie, oggetti originali, riproduzioni, oltre a illustrazioni inedite e a opere che rileggono le sue canzoni attraverso linguaggi artistici differenti. Il progetto nasce da quasi tre anni di incontri e dialogo con l’artista, un lavoro che ha permesso di dare forma a un allestimento costruito non solo sui documenti, ma anche sulla condivisione diretta di memorie, racconti e pensieri.
Una sezione specifica è dedicata al Guccini scrittore. Qui la mostra mette a fuoco la sua formazione culturale, le passioni, gli interessi per letteratura, storia e linguistica, accanto alla produzione narrativa. È un passaggio importante, perché amplia lo sguardo oltre la canzone e restituisce la fisionomia di un autore che ha attraversato generi diversi mantenendo una forte coerenza di voce e di visione.
Il percorso comprende anche due mostre fotografiche. La prima, Pavana e ricordi” di Paolo Simonazzi, esplora i luoghi simbolo del mondo gucciniano tra Bologna e l’Appennino. La seconda, Zeitraum di Kai-Uwe Schulte-Bunert, lavora sul rapporto tra tempo e ricordo attraverso immagini di componenti di vecchi orologi in caduta, con una resa che richiama la natura frammentaria e mobile della memoria.
La mostra è curata da Stefania Carretti, Lorenzo Immovilli ed Erika Profumieri. Ha il sostegno della Fondazione Palazzo Magnani e della Fondazione Manodori. Il progetto proseguirà anche in forma editoriale, con la pubblicazione di un volume introdotto da una prefazione del presidente della Regione Michele de Pascale.
Nel presentare l’iniziativa, De Pascale e l’assessora regionale alla Cultura Gessica Allegni hanno definito l’opera di Guccini “un bene estremamente prezioso del patrimonio culturale” dell’Emilia-Romagna, sottolineando la capacità della mostra di restituirne la bellezza e la complessità attraverso linguaggi diversi.