Tra reale e artificiale: Ibrida Festival entra nell’Hyper Reality. Ne parliamo con i diretttori artistici

Dal 17 al 20 settembre a Forlì l’undicesima edizione del Festival

15 Settembre 2026

Cosa accade quando il confine tra reale e artificiale, corpo e immagine, presenza fisica e ambiente digitale diventa sempre più poroso? Parte da questa domanda Ibrida Festival Internazionale delle Arti Intermediali, che dal 17 al 20 settembre torna a Forlì con la sua undicesima edizione. Il titolo-tema, Hyper Reality, indica un territorio in cui danza, videoarte, musica, live media, intelligenza artificiale e ambienti immersivi si incontrano per interrogare le trasformazioni della percezione contemporanea.

Curato da Vertov Project con la direzione artistica di Francesca Leoni e Davide Mastrangelo, il festival costruisce negli spazi dell’Ex Asilo Santarelli e della Fabbrica delle Candele una geografia mobile tra performance, concerti audiovisivi, installazioni interattive, talk, masterclass e una selezione internazionale di videoarte.

“La tecnologia non sostituisce la presenza, ma la amplifica, generando esperienze capaci di estendere il reale e le sue possibilità”, spiegano Leoni e Mastrangelo. Hyper Reality diventa così il punto di osservazione di una realtà nella quale fisico e digitale non costituiscono più dimensioni contrapposte, ma territori sempre più intrecciati.

Nel servizio video, Francesca Leoni e Davide Mastrangelo raccontano la ricerca che attraversa questa undicesima edizione, il rapporto tra corpo e tecnologia e il significato di un’“iperrealtà” che non cancella la presenza, ma ne amplia possibilità, linguaggi e forme di esperienza.

Tra gli appuntamenti dal vivo figura Daemon di Motus, parte del progetto che Daniela Nicolò ed Enrico Casagrande hanno dedicato a Frankenstein di Mary Shelley. Arriva invece in prima nazionale The Inhabitants, concerto audiovisivo dell’artista francese Franck Vigroux.

Il dialogo tra corpo e tecnologie generative attraversa anche Disease di Francesco Misceo, costruito sull’interazione in tempo reale tra danza, grafica generativa, suono e luce, e Metanoia di Chiara Martina Halter e Oliver Walton, performance interattiva di realtà ibrida che mette in relazione danza e intelligenza artificiale generativa.

A precedere e accompagnare il festival è Interference, mostra collettiva intermediale ospitata alla Fondazione Dino Zoli dall’1 settembre all’11 ottobre. Curata anch’essa da Francesca Leoni e Davide Mastrangelo, riunisce dodici artiste internazionali: Chiara Passa, Rä di Martino, Rebecca Merlic, Anaisa Franco, Elena Bellantoni, Francesca Grilli, Giuliana Cunéaz, Debora Hirsch, Kika Nicolela, Aline Motta, Biarritzzz e Özge Samancı.

Al centro della mostra è l’interferenza intesa non come errore o disturbo, ma come principio generativo: una possibilità di produrre cortocircuiti e nuove connessioni tra memoria, identità, immaginari, tecnologie ed ecosistemi digitali. Una prospettiva che dialoga direttamente con Hyper Reality e con l’interrogativo che attraversa l’intero festival: non quanto l’artificiale si opponga al reale, ma quali nuove forme possano nascere dal loro incontro.

Nel corso delle giornate saranno inoltre assegnati cinque riconoscimenti nazionali e internazionali: gli Ibrida Awards, nelle categorie International, Italian e AI, Architetture dissonanti, realizzato in collaborazione con Atrium, e il Premio giovani, attribuito dalle studentesse e dagli studenti del Liceo artistico Canova.

Ibrida Festival è realizzato con il contributo di Regione Emilia-Romagna, Comune di Forlì, Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, Romagna Acque, Romagna Iniziative e BCC ravennate, forlivese e imolese. Partner Integra Solutions e Fondazione Dino Zoli.