- Data di pubblicazione
- 22/05/2026
- Ultima modifica
- 22/05/2026
Venti di storie. Reggionarra compie vent’anni!
Dal 22 al 24 maggio a Reggio Emilia
Reggio Emilia città delle storie per tre giorni. Dal 22 al 24 maggio torna Reggionarra, con una ventesima edizione intitolata Venti di storie, per evocare l’immagine di un progetto che, in vent’anni, ha allargato il proprio orizzonte fino a coinvolgere piazze, parchi, cortili, teatri, biblioteche, musei, librerie, scuole, famiglie, artiste e artisti. Un festival che rende visibile nella città ciò che a Reggio Emilia accade ogni giorno nei nidi, nelle scuole dell’infanzia e negli atelier, una pratica dell’ascolto fondata sullo sguardo dell’infanzia.
L’edizione del ventennale tiene insieme 137 appuntamenti in 36 luoghi della città e in sei comuni della provincia, Albinea, Bagnolo in Piano, Castelnovo di Sotto, Quattro Castella, Rubiera e San Polo d’Enza, con oltre 150 artiste e artisti italiani e internazionali, accanto a insegnanti, genitori narratori, studentesse e studenti universitari. Per comprendere Reggionarra bisogna infatti partire dal legame con il Reggio Emilia Approach e con l’esperienza dell’Istituzione Scuole e Nidi d’infanzia del Comune, dove il progetto nasce nel 2006 come percorso sull’arte della narrazione. In vent’anni quel nucleo pedagogico si è trasformato in un patrimonio collettivo, tenuto insieme da istituzioni, scuole, biblioteche, teatri, librai, volontari e famiglie. “Venti di storie non è solo il numero degli anni di Reggionarra”, spiega Monica Morini, direttrice artistica e anima del Teatro dell’Orsa, “ma anche i venti che gonfiano le vele di un vascello narrante che si è mosso nelle direzioni generate dallo sguardo dell’infanzia”.
Uno dei centri più riconoscibili del programma è il ritorno delle grandi fiabe, affrontate come materia viva, piena di ombre, desideri, prove e metamorfosi. Alla grande tenda del Parco del Popolo arrivano gli svizzeri Nicole & Martin, che portano quattro fiabe del repertorio europeo: Wassilissa, La fanciulla senza mani, Gian di Ferro, Il pescatore e sua moglie. Ai Chiostri di San Pietro, La Baracca – Teatro Testoni propone Biancaneve, mentre ai Chiostri di San Domenico la Compagnia Burambò presenta Cenerentola 301, spettacolo vincitore dell’Eolo Award 2026, che smonta e ricompone la fiaba interrogandone i meccanismi.
Anche Pinocchio attraversa la città in luoghi inattesi: entra al Museo del Tricolore, dove studentesse e studenti del corso di laurea magistrale in Scienze della Formazione di Unimore accompagnano bambine e bambini alla scoperta del Paese dei Balocchi tra bandiere, abiti d’epoca e oggetti, e arriva alla Centrale Idrica di Iren con un laboratorio di Franco Tanzi per il Teatro dell’Orsa. Il Teatro Municipale Valli diventa Alveare delle Storie, con i palchi trasformati in culle di fiabe per piccoli gruppi di spettatori. Alla Fonderia Aterballetto, Luigi D’Elia porta Aspettando il vento, storia di tre ragazzini in una palude durante il passaggio degli uccelli migratori. Piazza Prampolini torna a essere uno dei centri di gravità del festival, tra Officina clandestina di Enrico Formaggi, la Giostra ecologica con i cavallini di Lucio Schippa, A sbirciar libri di Barbara Eforo e Davide Fasoli, le miniparate delle Radiose con Bellezze in bicicletta e, la sera, On Air!, clown musicale a cappella che trasforma frequenze instabili, ronzii e telefonate in canto collettivo.
Un tratto decisivo dell’identità di Reggionarra resta il Cerchio delle Parole, la pratica dei genitori narratori nata con il festival e cresciuta in vent’anni fino a coinvolgere oltre trecentocinquanta adulti. Non professionisti della scena, ma genitori che hanno scelto di formarsi all’arte del racconto e che, durante tutto l’anno, entrano in scuole, nidi e luoghi della città. Sabato 23 maggio a Palazzo Ancini saranno protagonisti di Storie in bottiglia, insieme agli educatori di Officina Educativa e a insegnanti delle scuole primarie; domenica al Parco del Popolo torneranno nella Giostra Colibrì, una giostra parlante di sedie narranti nate nelle Scuole Comunali dell’Infanzia.
Il ventennale è anche occasione per ricordare figure decisive della storia educativa reggiana. Al Chiostro della Ghiara, la mostra narrata Oggetti animati e storie in movimento è dedicata a Mariano Dolci, burattinaio reggiano e primo “burattinaio comunale” d’Italia, collaboratore dagli anni Settanta di Loris Malaguzzi e Gianni Rodari nei nidi e nelle scuole dell’infanzia. A Palazzo dei Musei si attiva il Museo Narrante, realizzato con Unimore, mentre a Palazzo Baroni la mostra Tra le pagine invita bambine e bambini a entrare nell’immaginario di Beatrice Alemagna, una delle voci più importanti dell’illustrazione internazionale per ragazzi. Il programma accoglie inoltre incontri con autrici e autori in Biblioteca Panizzi e alla Biblioteca delle Arti, da Giusi Quarenghi ad Annamaria Gozzi, da Sarah Savioli a Gabriele Monti, fino ad Annalisa Corrado con Le ragazze e il colibrì. Immancabili i laboratori e la grande attenzione alla accessibilità e alla partecipazione.
Tra i momenti più simbolici c’è la parata che apre il festival, con le strade del centro attraversate da bambine, bambini, scuole, compagnie e musicisti. Fra le girandole blu ce ne sarà una speciale, chiamata Dreams: è la parola che la principessa del Galles, Kate Middleton, ha lasciato alla città di Reggio Emilia, nata durante l’atelier alla Scuola Anna Frank. Domenica 24 maggio, alle 19, ai Chiostri di San Pietro, la Flotta narrante chiuderà invece il festival riunendo il Conservatorio Peri–Merulo, il Cerchio delle Parole, il Laboratorio teatrale Gianni Rodari, scuole e famiglie.